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Le Cose che Restano

Quello che non ci siamo mai detti.

Papà, insegnami la vita

Dodici lezioni di vita da scrivere e custodire

Copertina di "Papà, insegnami la vita" di Clara Donati: titolo in verde bosco su fondo sabbia, con l'illustrazione di un albero con le radici visibili.

Papà, insegnami la vita è un diario guidato da regalare al proprio padre. Ogni mese lui risponde a una domanda sulle cose che ha imparato — gli errori, le scelte, quello che conta davvero — e alla fine il libro torna indietro compilato a mano. Dodici mesi, dodici temi. Non ricordi da rievocare, ma insegnamenti da consegnare.

Il problema che risolve

Ogni padre ha imparato qualcosa che vorrebbe trasmettere ai propri figli, prima che sia troppo tardi. Non grandi verità: cose concrete — la scelta che rifarebbe diversamente, l'errore che gli è costato caro, quello che ha capito solo dopo.

Quasi mai lo dice. Non per mancanza di affetto: perché a tavola non si parla di queste cose, perché l'occasione non arriva mai, e perché a voce certe cose vengono male anche a chi le pensa da anni.

Così succede che un figlio conosca i fatti della vita di suo padre — dove è nato, dove ha lavorato, chi ha incontrato — e non sappia quasi nulla di quello che la vita gli ha insegnato.

Questo libro serve a creare l'occasione che non arriva da sola.

Come funziona

Tu glielo regali. È il momento in cui gli dici, senza doverlo spiegare, che quello che ha da insegnarti ti interessa.

Lui lo compila con calma, un mese alla volta. Non c'è niente da consegnare entro una scadenza: ogni mese ha il suo tema e la sua domanda, e si va avanti al ritmo che sceglie lui. Le righe sono ampie, pensate per una mano che scrive a penna e non da anni al computer.

Ogni mese contiene la stessa struttura: una riflessione breve che apre il tema, la domanda del mese con due pagine per rispondere, qualche domanda in più per chi ha voglia di continuare, e uno spazio per una fotografia. In fondo al libro ci sono dieci pagine libere, per quello che non rientra da nessuna parte.

A fine anno te lo riconsegna. L'ultima pagina è la sua dedica, con la firma e la data. Quello che torna indietro non è più il libro che hai comprato: c'è la sua calligrafia, le cose che ha scelto di dirti e quelle che ha lasciato fuori, l'esperienza di una vita intera. Un giorno lo riaprirai per trovare una risposta, o solo per sentirlo vicino, e la sua voce sarà lì con te.

Alcune domande che troverai dentro

[SEGNAPOSTO] Foto delle pagine interne — opzionali, da fornire.

Com'è fatto

A chi è adatto

È il regalo giusto se…

A chi non è adatto

Non è il regalo giusto se…

Domande frequenti

Mio padre non ama scrivere. Funzionerà lo stesso?

È il caso per cui è costruito. Molti diari di questo tipo propongono centinaia di domande tutte insieme: chi non ama scrivere apre il libro, sfoglia, lo richiude — e resta vuoto. Qui ogni mese c'è una sola domanda che conta, e bastano dodici risposte per arrivare in fondo. Le righe sono ampie, pensate per chi non scrive a mano da anni.

Vale anche al contrario. Se tuo padre è uno che quando comincia non si ferma più, sotto la domanda del mese ne trova altre, e in fondo al libro dieci pagine libere per quello che non rientra da nessuna parte. Il ritmo lo decide lui, in entrambe le direzioni.

Quando deve cominciare? Deve aspettare gennaio?

No, i mesi non hanno un nome: sono dodici tappe, non gennaio-dicembre. Si può cominciare in qualsiasi momento. Anzi, scegliendo bene la partenza l'ultima pagina cade su una data che conta — un compleanno, un Natale — cioè il giorno in cui te lo riconsegna.

Va bene se sono una figlia?

Sì. Tutte le domande sono scritte senza dare per scontato il genere di chi riceve il libro: funzionano identiche per un figlio o per una figlia.

Quanto tempo ci vuole per compilarlo?

È pensato su dodici mesi, una domanda alla volta, ma il ritmo lo decide chi scrive: chi ha voglia può andare più veloce e finirlo prima. Non ci sono scadenze e un mese saltato si recupera.

Che differenza c'è con un diario dei ricordi?

I diari di ricordi sono organizzati per fasi della vita e chiedono di raccontare cosa è successo. Questo è organizzato per temi — i valori, le scelte, gli errori, la paura — e chiede cosa se ne è imparato. Contiene anche spazi per le fotografie, ma il centro sono gli insegnamenti.

Meglio la brossura o la copertina rigida?

Dipende da quanto conta l'occasione. La rigida resiste agli anni ed è pensata per un libro che verrà riaperto a distanza di tempo, non letto una volta e riposto; la brossura costa meno. Sono lo stesso libro dentro: cambiano solo la rilegatura e la resa nel momento in cui glielo metti in mano.

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Disponibile in copertina rigida e brossura: il formato si sceglie sulla stessa scheda Amazon.

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[SEGNAPOSTO] Una riga che spiega cosa si riceve iscrivendosi e ogni quanto.